Foto Brunetto Cucchi
5 Nov 2022 da valerio
5 Nov 2022 da valerio
Passo del Bratello MS Rastrellamento dell’ estate 1944.
Il Cippo Eretto al Passo del Bratello e restaurato dalle Associazioni Partigiane,è luogo d’incontro per i cittadini della valle del Taro e della Val Verde in ricordo dei loro caduti Militari e Civili.
Commemorazione della Battaglia di Grifola.
Vitto e Guelfo – Vincenzo Errico di Verbicaro (CS) e Lugi Bozzia Borgotaro PR
Grifola 8 luglio 1944
Durante i primi giorni di luglio il versante pontremolese dell’Appennino viene occupato dai tedeschi che si insediano in tutti i villaggi della Val verde. Il Passo del Bratello è presidiato da un distaccamento di Facio al comando di Salvatore.
Continua a leggere »
30 Set 2022 da valerio
Nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nei primi anni del Nuovo Secolo le ragioni della civiltà industriale ebbero la meglio fra i nostri monti, nelle nostre valli, operando significativi cambiamenti nelle abitudini di vita di una società, fino ad allora, agraria, contadina, che soprattutto dalle attività dell’allevamento, del commercio della legna, e dei prodotti del bosco traeva il proprio sostentamento, di fatto, tuttavia, mediamente a tal punto insufficiente a crescere una famiglia, da indurre gli uomini a sradicarsi dai propri monti a staccarsi dai propri affetti, per avventurarsi nell’ignoto, in Europa ed Oltre Oceano, dove, lottando contro sacrifici ed umiliazioni, guadagnare il denaro necessario per una vita dignitosa della propria famiglia.
Continua a leggere »
Ricordando Aldo Tagliavini
San ROCCO di Borgotaro tre 800e 900
Tra il 1800 e il 1900 si stava lavorando al tratto ferroviario che da Parma arrivava a La Spezia. Il traforo del Monte Borgallo e la conseguente attuazione dell’omonima galleria, avrebbe dovuto mettere in comunicazione regioni come l’Emilia Romagna,la Toscana,la Liguria con l’Italia e tutta Europa.La cosa fu lunga,ardua,difficile. In quel periodo,l’impresa Piatti,addetta ai lavori,installò il proprio cantiere nei pressi dell’erigenda stazione ferroviaria di Borgotaro, in un raggio di terra che si estendeva fin oltre il torrente Tarodine;allo stesso tempo effettuò opere di grande potenza idraulica ed elettrica e procurò così l’energia necessaria per lavorare all’opera che si stava realizzando.
Continua a leggere »
9 Apr 2021 da valerio
Per non Dimenticare 76° Liberazione di Borgotaro 09-04-1945
Attacco al Palazzo Ostacchini 09-04-2021
L’ ordine d’operazione del Comandante Libero n° 880 per l’eliminazione del presidio di Borgotaro, viene emanato la sera del 7 Aprile e prevede compiti operativi particolareggiati per tutti i sette distaccamenti.
.Asserragliati nel Palazzo Ostacchini, nella casa Beccarelli , nella stazione ferroviaria, dentro la galleria del Borgallo, fra le cataste del legname della F.N.E.T. i tedeschi si difendono accanitamente tutto il giorno. Nei primi attacchi viene ferito gravemente Cacchioli Domenico> Banda> che morirà due giorni dopo.
Le armi pesanti : mitragliatrici e mortai sono piazzati sulla fabbrica del cemento, sul Castello, sopra la cascata del canale della Centrale, Casa Botti, mentre i partigiani portano gli assalti partendo dal cimitero,dal molino dell’ Aglio, da Casa Botti.
Alla sera, dopo vari tentativi d’assalto, si tenta di far esplodere il Palazzo del Comando con una carica di dinamite : la carica viene piazzata ma non esplode.
Durante la notte i tedeschi sono assediati ed alla mattina i primi due caselli ferroviari 62 e 64 si arrendono.
Il Palazzo Ostacchini viene espugnato in tarda mattinata dopo un ennesimo assalto e dopo che esplode la seconda carica piazzata da tre ardimentosi ribelli: Napoli, Ailù e Rosetta.
Ormai qualche soldato tedesco aveva cominciato individualmente ad abbandonare la sua posizione e si era arreso ai partigiani. Qualcuno, addirittura, nel tentativo di arrendersi individualmente era stato ucciso da un maresciallo delle S.S. che si ostinava alla resistenza contro la volontà dello stesso comandante del presidio. I partigiani irrompono nel palazzo da tanti mesi sede del comando tedesco.
È Gino Del maestro che ci fa rivivere quell’ indimenticabile momento : Libero,Rosetta Solari, Ailù Corrado,Lino, Bomba Pio ed io fummo i primi ad entrare nel Palazzo. Il tenente stava scendendo le scale; si staccò il cinturone con la rivoltella e la consegnò ad Ailù. Il Comandante Libero fece scendere tutti i prigionieri, li mise in fila lungo la strada e li portò verso la stazione.
Segue poi un rastrellamento alla stazione, nella galleria ed alla F.N.E.T. dove i tedeschi, circondati , ad uno ad uno, si arrendono. In totale i tedeschi catturati sono un centinaio, ingente il bottino bellico: dentro la galleria del Borgallo vengono rinvenuti 900 quintali d’esplosivo, ed un enorme quantitativo di viveri e vestiario. Presumibilmente l’ esplosivo dove servire per far saltare l’ Arsenale di La Spezia ed alla fine della guerra, rimasto incostudito, sarà la causa di una grossa tragedia.
L’ episodio è tratto dal libro di Giaccomo Vietti > L’ ALTA VAL TARO NELLA RESISTENZA >>
3 Mar 2021 da valerio
Ricordo di un quartiere è un racconto a puntate di una storia di fantasia, ma con riferimenti di zone esistenti
Scritto da Valerio Agitati con la correzione di Teresa Fortunati
Stazione di Borgo Val di Taro, seduto su una panchina Mattia sta aspettando l’arrivo del nonno Giuseppe,un nonno che non ha mai visto, emigrato negli anni ‘60 in America per lavoro portando con se’ la moglie Ada e una figlia Franca e affidando l’altra figlia Maria , madre di Mattia , a dei parenti. Continua a leggere »
3 Mar 2021 da valerio
Ricordo di un quartiere è un racconto a puntate di una storia di fantasia, ma con riferimenti di zone esistenti
Scritto da Valerio Agitati con la correzione di Teresa Fortunati
8° parte finale
Nel periodo di chiusura per ferie Sonia portò Mattia a fare un viaggio in luoghi che non conosceva , e sentendola raccontare le storie di quei posti e come il sentirla parlare lo rendesse felice, seduti su una panchina ammirando il paesaggio Mattia le chiese se voleva sposarla, la risposta fu un interminabile bacio, abbracciati incuranti dei passanti tanto era la loro felicità in quel momento.
Al loro rientro tutti si accorsero che era successo qualcosa solo guardandoli , così felici, i ragazzi dettero la notizia prima ai genitori di Mattia su Skype e poi a tutti gli altri che si congratularono con loro.
Mattia aveva però un desiderio e una sera ne parlò timidamente a Sonia, avrebbe voluto tanto che il matrimonio fosso celebrato in Italia nel suo quartiere con tutti i parenti e gli amici, Sonia lo accontentò, anzi l’idea di sposarsi a maggio in Italia, la entusiasmo come una ragazzina.
Stabilito il giorno seguirono tutti i preparativi per la partenza e per le nozze , Sonia preparò i documenti, e scelse l’abito senza farlo vedere, come da tradizione, al futuro marito.
Venne il giorno della partenza, c’erano tutti a salutarli non mancava nessuno, e alla promessa di rivedersi il giorno del matrimonio i due ragazzi partirono per coronare il loro sogno d’amore.
Durante il viaggio progettarono il loro futuro, il ristorante , bambini , e una vita sempre insieme, con il dolce ricordo del nonno che aveva gettato le basi del suo nuovo futuro.
A Milano all’aeroporto Maria e Gianni aspettavano l’aereo , era impazienti di rivedere Mattia e di conoscere Sonia. Arrivato l’aereo, incuranti degli altri passeggeri, passarono avanti a tutti per abbracciarli, un abbraccio senza fine, lacrime a volontà, e quindi partirono verso Borgotaro.
Durante il tragitto seduto nel sedile posteriore Mattia mostrava il paesaggio a Sonia, molto ammirata dalle bellezze dell’Italia, Maria dallo specchietto retrovisore controllava emozionata i due innamorati, e rivolta a Gianni faceva lunghi sorrisi.
Lungo la superstrada intravidero il Borgo, Sonia guardò Mattia e con uno sguardo gli confermò che il suo Borgo le piaceva molto.
Arrivati a casa Mattia la condusse nella sua camera, era una camera molto grande, e con stupore vide che non era cambiato nulla dalla sua partenza, a parte il letto che da singolo era diventato matrimoniale, i genitori l’avevano cambiato per il loro arrivo.
Seguirono giorni molto intensi per i documenti, i fiori per la chiesa, il ristorante per il pranzo ; scelsero quello dove Mattia aveva mangiato con il nonno al suo arrivo, la data stabilita era l’ 8 maggio, un sabato.
Nei giorni precedenti arrivarono proprio tutti , parenti e amici americani , una bella combriccola che trovò alloggio in un albergo del centro appena ristrutturato.
Nel giorno del matrimonio gli amici misero a disposizione le loro macchine, quella della sposa una lussuosa decapottabile nera, quella dello sposo la macchina dell’amico d’infanzia, ad aspettarli gli amici, i parenti, come da tradizione italiana la mamma con lo sposo prima, poi il babbo e la sposa che si fece aspettare , come da tradizione, era bellissima nel suo abito bianco e Mattia non smetteva più di guardarla.
Il parroco celebrò la cerimonia e alla fine dopo le firme e le foto di rito si diressero verso l’uscita dove li attendevano con il riso, i mortaretti e i petali di rosa , scambio di baci , foto di gruppo, poi il lungo corteo sfilò tra le vie del Borgo con l’ammirazione dei presenti e si avviò verso il ristorante.
Gli invitati erano molti il ristorante pieno, tanta allegria, il momento del taglio della torta, della cravatta, il coro dei “bacio,bacio,bacio” , gli scherzi ai novelli sposi, le bomboniere a tutti, e alla fine stanchi ma felici marito e moglie tornarono a piedi a casa perché non era lontana, tutti si fermarono al ristorante a ballare fino a notte tarda, mentre gli sposi a casa festeggiarono in modo speciale la giornata.
Mattia e Sonia trovarono lavoro in un ristorante del paese come cuoco lui e come cameriera lei, finché giunse una grande occasione per aprire un ristorante nel quartiere, non se la fecero scappare, con sacrificio fecero un mutuo e aprirono il Ristorante Nonna Ada di specialità Valtaresi .
Col tempo nacquero due figli e mentre li guardava Mattia pensava a quel giorno in cui il nonno Giuseppe scese dal treno e cambiò la sua vita.
22 Feb 2021 da valerio
Ricordo di un quartiere è un racconto a puntate di una storia di fantasia, ma con riferimenti di zone esistenti
Scritto da Valerio Agitati con la correzione di Teresa Fortunati
7° parte
Nei giorni seguenti Mattia diede la notizia a tavola ,a tutta la famiglia riunita, della sua promozione e la conclusione della scuola, si misero a discutere del suo futuro, e al nonno venne una idea:” perché non vieni in America con me, potrai imparare il mio lavoro e se ti piace potrai tornare per aprire un ristorante nel quartiere” l’idea piacque molto alla figlia e al genero, ne parlarono nei giorni successivi e sistemarono i dettagli del viaggio e dell’alloggio.
Finiti i preparativi giunse il giorno della partenza, Maria e Gianni li portarono all’aeroporto della Malpensa dove partivano gli aerei intercontinentali per New York, alla chiamata del volo si salutarono con un pianto collettivo, li videro passare dal ponte che portava al volo un grande saluto poi sparirono all’interno dell’aereo, l’assistente di volo li condusse nei posti prenotati in prima classe, con la raccomandazione di chiamarla per ogni bisogno.
Si sedettero, Mattia scelse il posto vicino al finestrino per ammirare il paesaggio, il comandante spiegò le caratteristiche dell’aereo e del volo, Mattia che era alla sua prima volta di un viaggio così lungo era eccitato , il nonno invece riviveva in lui il ricordo della sua partenza fatto in nave e con la paura di ciò che avrebbero trovato e con la rassegnazione di non potere rimanere dove non c’era lavoro per tutti.
Il volo durò 8 ore senza scalo, all’arrivo guardando dal finestrino Mattia rimase incantato dai grattacieli e dell’immensa distesa di case, impressionato da tutto fosse così grande rispetto al suo Borgo.
L’atterraggio fu molto morbido, l’assistente venne a prelevarli e li accompagnò alla scaletta della discesa, arrivarono al terminal e da lontano scorsero Franca con i suoi figli che li attendevano, un grande abbraccio con tante lacrime di gioia nel rivedere il babbo e il nipote mai conosciuto di persona, uscirono e si diressero verso casa.
Si riunirono tutti nel salone e il nonno spiegò come mai Mattia era con lui e tutti ne furono entusiasti.
Nei mesi successivi cominciò il nuovo lavoro con gli zii e il nonno che faceva da supervisore, cominciò a parlare la lingua del posto e a comprenderla , e con molta determinazione affrontò il lavoro da ristoratore nel locale dei parenti.
I mesi diventarono anni e alla sera era sempre in collegamento con i genitori con Skype, la differenza di orario combaciava con il primo mattino in Italia, e spiegava a loro i suoi progressi come ristoratore.
Al suo rientro dal lavoro una sera, trovò il nonno che stava molto male, lo guardò e si mise a piangere perché il nonno non l’aveva riconosciuto, il suo volto era però sereno, lo vegliò tutta la notte fino al mattino quando spirò.
Si fecero i funerali nella tomba di famiglia dove riposava la nonna Ada, dopo il rito funebre nel ritorno a casa continuava a piangere rincuorato dai suoi cugini, pensando a tutto quello che il nonno aveva donato al quartiere dove era nato.
Ai funerali aveva partecipato la sua ragazza Sonia, che aveva conosciuto al ristorante , dove lavorava come cameriera.
Mattia, era sempre triste, Sonia con la sua presenza lo aiutò a superare i momenti difficili, nel lavoro e nella vita lontano da casa.
Continua